
Non è mangiare selettivo
Tutti i bambini hanno fasi in cui scartano le verdure o preferiscono sempre i soliti tre piatti. Tuttavia, l'ARFID va ben oltre la normale selettività: è una vera e propria avversione che richiede comprensione e non giudizio..
Non si tratta di capricci, né di una fase da superare "con un po' di fermezza". Chi convive con l'ARFID prova una reale avversione per particolari consistenze, odori e sapori, oppure ha una forte paura che mangiare possa far stare male.
Capire questa differenza permette di trasformare il momento del pasto: dalla frustrazione a una nuova forma di ascolto e serenità.
Che cos'è l'ARFID?
L'ARFID (Disturbo da Evitamento/Restrizione dell'Assunzione di Cibo) è un disturbo della nutrizione che porta a evitare o limitare fortemente l'alimentazione.
È una condizione che trasforma il momento del pasto in una fonte costante di ansia o sopraffazione sensoriale. Chi convive con l'ARFID non rifiuta il cibo per capriccio, ma per una reale difficoltà legata a consistenze, odori o alla paura di soffocamento.
Si tratta di un bisogno profondo che richiede comprensione, supporto e l'approccio corretto.
Non riguarda il peso o
l'aspetto fisico
L'ARFID non ha nulla a che fare con la percezione del corpo o il desiderio di dimagrire.
La restrizione del cibo nasce esclusivamente da fattori sensoriali, ansia o mancanza di interesse per il cibo.
Ha una prevalenza di 5% – 14% nei bambini
Si stima che l'ARFID interessi una percentuale significativa di bambini e ragazzi in età pediatrica. Riconoscere i segnali fin dai primi anni permette di intervenire prima che le carenze nutrizionali incidano sulla crescita.
Non basta "avere fame"
per superarlo
Saltare un pasto con l'idea che "prima o poi la fame farà mangiare qualcosa" con l'ARFID non funziona. Le persone con ARFID preferiscono non mangiare affatto, rischiando la malnutrizione pur di non toccare cibi percepiti come non sicuri.


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