PAURA DI SOFFOCARE O VOMITARE
Quando il trauma infantile si trasforma in restrizione alimentare
Vi è mai capitato di masticare un boccone all'infinito senza riuscire a deglutirlo? O di sentire la gola stringersi alla sola idea di ingoiare cibi solidi, fino a scegliere solo frullati, vellutate o alimenti morbidissimi?
Per molte persone, questa condizione è una risposta automatica di protezione del sistema nervoso, spesso radicata in un trauma infantile mai del tutto elaborato.
Il legame tra infanzia, corpo e cibo
Durante l'infanzia il nostro sistema nervoso impara cosa è sicuro e cosa rappresenta un pericolo. Un singolo episodio spaventoso può lasciare un'impronta profonda nella memoria somatica (la memoria del corpo); come un forte episodio di soffocamento da bambini, una gastroenterite acuta, un'ingestione forzata di cibo o una reazione allergica.
Quando il cervello associa il cibo a un pericolo di vita, il riflesso naturale è la protezione:
Con il tempo, questa paura può strutturarsi in un quadro clinico noto come ARFID (Avoidant/Restrictive Food Intake Disorder). A differenza dell'anoressia o della bulimia, la restrizione qui non dipende dalla percezione del proprio peso o corpo, ma dalla paura delle conseguenze negative legate all'atto di mangiare.
Paura di soffocare o
ansia da cibo?
Spesso le fobie alimentari nascono da un trauma del passato.
Fai il nostro test per valutare i tuoi sintomi e capire se si tratta di ARFID.

Il circolo vizioso della restrizione alimentare
Il meccanismo di difesa che il cervello mette in atto finisce per alimentare il problema stesso:
Questo circolo porta spesso a stanchezza cronica, isolamento sociale (evitare cene fuori o in compagnia) e un costante senso di incomprensione da parte degli altri.
Come rieducare il sistema nervoso e superare la paura
Grazie alla neuroplasticità, il cervello può imparare a non percepire più il cibo come una minaccia. Il percorso si articola in tre punti chiave:
I contenuti presenti in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere, la diagnosi o il trattamento di un medico o di un professionista della salute mentale.